La Cappella della Madonna dei Mascoli

La Cappella della Madonna dei Mascoli viene fondata nel 1430 per volontà del doge Francesco Foscari (1423-1457) e dei Procuratori di San Marco Leonardo Mocenigo e Bartolomeo Donato, come si evince dall’iscrizione latina posta sopra l’altare, forse come segno di ringraziamento da parte del doge per il fallito attentato alla sua vita avvenuto l’11 marzo 1430.

Inizialmente denominata “cappella nuova” o “cappella nuova della Madonna” assume l’appellativo “dei Mascoli” a partire dal 1618 quando il doge Antonio Priuli (1618-1623) concede alla Confraternita della Purificazione detta dei Mascoli di celebrare le proprie funzioni presso questo altare. Questa antica Scuola di devozione, documentata fin dal Duecento, soleva riunirsi in preghiera in cripta, ma nel corso del Cinquecento, chiusa la cripta a causa delle alte maree, dovette spostare le proprie celebrazioni all’Altare dedicato a san Giovanni Evangelista nel transetto nord della basilica. Quando poi nel 1618, per volere del primicerio Giovanni Tiepolo e del doge Giovanni Bembo (1615-1618) l’altare venne rifatto e dedicato alla Madonna Nicopeia, alla confraternita venne concesso di riunirsi presso la “capella nuova” che da allora prese il nome di Cappella della Madonna dei Mascoli.

La pala dell’altare, addossato alla parete nord, è composta da un trittico che presenta al centro la Madonna con Bambino, san Marco alla sua destra e san Giovanni Evangelista alla sua sinistra, separati fra loro da colonnine tortili con capitelli gotici floreali, incassati entro nicchie curve con terminazione a conchiglia. La parte alta dell’altare presenta, al centro, la figura a mezzo busto della Trinità in veste di Dio Padre e ai lati dei cestini di frutta realizzati in legno nel 1842 in sostituzione a due Angeli in adorazione a mezzo busto ora perduti. Due Angeli incensanti inginocchiati ai lati della croce del Golgota decorano il paliotto dell’altare. Recenti studi hanno attribuito quest’opera ai maestri caronesi Filippo Solari e Andrea da Giona/Carona.

La volta della cappella è rivestita di un importante ciclo di mosaici iniziati dal veneziano Michele Giambono nella prima metà del XV secolo.

La decorazione musiva è motivata dall’originaria dedicazione della cappella alla Vergine. Sono infatti gli episodi canonici della sua vita che si susseguono a partire dal lato sinistro: la Nascita, la Presentazione al tempio, l’Annunciazione, la Visitazione, la Morte (o Dormitio Virginis).

L’Annunciazione del lunettone di fondo presenta una grazia e una dolcezza tipicamente gotiche a cui corrispondono una leggerezza nel segno e nel colore. La Nascita della Vergine e la Presentazione al Tempio sono dominate da due architetture gotiche di cristallina bellezza, mentre le figure sono modellate con colori morbidi e delicati.

La Visitazione sulla parete destra della cappella sembra appartenere al periodo tardogotico almeno nella sua parte inferiore, mentre nella parte superiore l’insieme architettonico è dominato da un’impostazione umanistica e da schemi vistosamente rinascimentali. Nella Dormitio solo il gruppo di apostoli a destra apparterrebbe alla decorazione gotica, mentre gli altri apostoli, la Vergine e l’architettura si configurano nel linguaggio più tipico di Andrea del Castagno che traspare non solo dall’ espressionismo dei volti e dal modellato plastico delle figure avvolte in panneggi turgidi e dai profili taglienti, ma anche nelle lastre marmoree del rosso di Tessaglia che rivestono i pilastri dell’immensa e spaziosa arcata di gusto “classico” e che fa da sfondo alle figure degli apostoli che rigorosamente se ne staccano.

All’altare della Cappella dei Mascoli è dedicato il secondo numero dei Quaderni speciali della Procuratoria, edito nel 2018.